Dalle sue origini l'uomo ha sempre avvertito e manifestato un grande bisogno di sacralità. La ricerca del sacro, dello spirituale, avveniva, un tempo come oggi, indipendentemente dai confini geografici, dalle latitudini, dalle razze, dalle culture. Dall'estremo oriente all'occidente l'uomo ha sempre ricercato felicità e salvezza tentando sovente di fuggire da una visione materialistica dell'esistenza. La stessa stregoneria è stata per molti un'aberrante modalità di spiritualizzazione della propria vita. Il comun denominatore si chiama probabilmente Archè, Assoluto, Principio che l'uomo, ieri come oggi, tenta di raggiungere nel proprio cammino. Tale ricerca è essenziale per fronteggiare le intemperie della vita, le cadute, per sopportare il dolore delle ferite che da esse ne derivino, per raggiungere la guarigione e per potersi successivamente rialzare. Nel contempo però la dimensione spirituale rappresenta per molti l'unico strumento per la legittimazione di un'esistenza che diversamente non avrebbe ragione di essere vissuta. Sono tantissime, forse infinite, le forme di spiritualità esistenti, alcune estremamente diffuse, alte circoscritte a pochi. Tutte sono in parte singolari, uniche, in quanto vissute, poco o tanto che sia, con soggettività dal signolo individuo. Ciò avviene anche per le tante forme riconducibili ad un'unica dottrina. Ovviamente però, qualora si abbia la pretesa di ricondurre qualsiasi forma spirituale ad un credo che non sia propriamente basato su concezioni personali, è essenziale che la spiritualità sia in linea con la dottrina che essa vuole esprimere. Sono numerosissime ad esempio le forme mistiche che traggono origine dal Logo(Il Verbo...) ma ovviamente tutte devono avere un denominatore comune: "la centralità di Cristo".
Alfredo Romagnolo