"Luce e tenebre" è il titolo di una nuova dimensione artistica di "Agaveblu": gli artisti mettono in evidenza oltre il male che attanaglia la società, un nuovo modo di comunicare trovando il positivo.
Tutti sembrano ricalcare un percorso costruito a tante mani.
Anna Parisi con "L'albero della vita" ha esaltato in pieno la forza prorompente dell'esistenza.
Il suo colore prediletto è l'azzurro. Sempre dello stesso tema è
"La partoriente" di Carla Poggi dove la donna con dolore ( Alla donna disse: Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai i tuoi figli. Genesi [3,16])
e con dolcezza vive la sua intimità in silenzio.
Inoltre Francesco Sozzi con l'opera "Intuizione" ci fa scorgere un altro aspetto: l'esoterismo.
Un'altra tappa è quella di Sara Cordovana con "L'uomo di Cordova" in cui un uomo afflitto lotta col filo
spinato, lo si vede infatti piegato ma non abbattuto, quasi pronto a rialzarsi.
"L'estraniarsi" è il titolo del dipinto di Giuseppe Bucolo, che apre un altro dilemma.
Perchè la vita non è solo sofferenza ma anche voglia di evadere in un modo tutto proprio.
Adriano Maraldi col quadro "Tutti per uno" ha ironizzato un po' con queste figure senza volto e senza identità.
Giusy Giorgianni, col dipinto "Ma-Donne?" sembra far prevalere la maternità vista attraverso il gioco.
Quello sfondo a scacchiera potrebbe significare il dualismo tra bene e male (bianco e nero).
Un altro aspetto della vita è la "Solitudine" di Luciano Navacchia, la stessa solitudine che vediamo con l'opera di
Roberta Serenari "Assoluto femminile".
"L'alba più attesa" è l'opera di Giuseppe Fazio che mostra un mondo devastato e sofferente.
Lidia Muscolino col suo "Armageddon" interpreta la battaglia finale tra il principe della terra
(il serpente antico) e la donna ( Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno. [Genesi 3,15] ). O più
genericamente qualcosa di più intimistico come la lotta tra il bene e il male.
Santi Gitto ci mostra attraverso gli spazi geometrici le diverse angolazioni e le diverse prospettive,
"Dentro e Fuori" è appunto il titolo dell'opera. In chiave più
realistica Sebastiano Giunta tratta lo stesso tema. Il titolo del suo dipinto
"Confine tra terra e cielo" ne è la dimostrazione. Abbiamo l'uomo,
che per superare quella barriera di tentazione che lo tiene fermamente legato alla terra,
con l'aiuto della donna che schiaccia la testa al serpente (il demonio, rappresentato da 6 cani),
prende la propria croce e si mette alla sequela di Cristo. (Allora Gesù disse ai suoi discepoli:
"Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Matteo [16,24] ).
Possiamo a ragion dire che "Agaveblu" è come un'orchestra ben amalgamata dove ogni strumento è
in armonia con l'altro e tutti si accordano per dare la stessa sinfonia.